Infanzia: mobilitazione per un sistema di qualità
Delegate e delegati impegnati a Milano in una battaglia che riguarda tutte le figure professionali: educatrici ed educatori, responsabili, amministrativi, ausiliari e personale di sostegno
L’assemblea e il presidio in Prefettura a Milano del 20 febbraio sono tappe di una vertenza che prosegue da mesi, con l’obiettivo di portare alla luce la profonda crisi dei servizi educativi per l’infanzia e ottenere risposte concrete. Il personale educativo è da troppo tempo costretto a garantire la qualità del servizio nonostante stipendi inadeguati, organici insufficienti e condizioni di lavoro precarie. L’infanzia deve essere una priorità, e per questo chiediamo investimenti reali, non soluzioni tampone.
Vogliamo un segmento educativo unico 0-6 anni che sia scolastico, perché l’educazione nei primi anni di vita deve essere riconosciuta come un diritto e non come un servizio a domanda individuale. L’attuale frammentazione tra nidi e scuole dell’infanzia crea disparità e penalizza sia i bambini che gli operatori del settore. Per questo rifiutiamo l’istituzione di un albo per gli educatori socio-pedagogici che riguarda solo il segmento 0-3: serve un’omogeneizzazione dei titoli di studio per garantire pari accesso alla professione e il giusto riconoscimento delle competenze.
Da mesi chiediamo il rinnovo del Contratto Funzioni Locali, fermo da oltre tre anni. Vogliamo aumenti salariali, il riconoscimento delle indennità di disagio per chi lavora in condizioni difficili e la riqualificazione del personale educativo in un’area superiore, perché chi si occupa dell’educazione dell’infanzia svolge un ruolo essenziale per la società e merita condizioni di lavoro adeguate.
Un nodo fondamentale della vertenza è la stabilizzazione del personale precario. Troppe educatrici ed educatori vivono nell’incertezza di contratti a termine, senza garanzie di continuità. Chiediamo che chi ha raggiunto i 48 mesi di servizio venga assunto in via definitiva con continuità contrattuale fino alla stabilizzazione, evitando il continuo ricambio di personale che danneggia sia i lavoratori che i bambini. Un sistema educativo di qualità non può reggersi sulla precarietà.
Questa battaglia riguarda tutte le figure professionali coinvolte: educatrici ed educatori, responsabili, amministrativi, ausiliari e personale di sostegno. Sono loro che, con professionalità e dedizione, garantiscono ogni giorno il funzionamento dei servizi educativi, nonostante carichi di lavoro sempre più pesanti e una costante carenza di organico. Senza investimenti seri, la qualità dell’educazione è a rischio.
Per questo chiediamo assunzioni stabili, l’aumento del personale e la reinternalizzazione dei servizi di sostegno. Servono asili nido pubblici e gratuiti in tutta Italia, perché l’accesso all’educazione non può essere un privilegio. Il diritto all’educazione parte dai primi anni di vita: le istituzioni devono garantire un sistema educativo equo, pubblico e di qualità, tutelando chi ogni giorno lavora per il futuro delle nuove generazioni.
Valentina Cortese
Patrizia Frisoli
Adriano Sgrò
RSU Comune di Milano,
Area ‘Le Radici del Sindacato’ CGIL
Pubblicato il 11 Marzo 2025